
meteosettimo è:
- Enrico Mario Lazzarin
- Settimo Torinese, Torino, Italy
- E’ socio fondatore dell'ass. cult . “Due Fiumi” di Torino e dintorni. E’ ideatore e organizzatore della rassegna di poesia e musica “Poesia Vagabonda” giunta alla 14a edizione, nella città dove risiede, Settimo Torinese. E’ redattore della rivista “Corrente Alternata”, . Ha pubblicato due raccolte di versi: "Non piove più" (Taurus -Torino,1999) e "Ombrelli d'aprile" (Magie di carta - Chieri, 2007). Ha vinto numerosi premi per la poesia e la narrativa.
giovedì 19 novembre 2009
MeteoDiario alla Biennale di Alessandria
NEBBIE, ZUPPE E VINO NUOVO
Tutto il giorno avvolta la collina da nebbia
sulle foglie cadute a terra
si è tramutato il tempo
quello andato nei porti lontani.
Oggi giorno da zuppa.
Il tempo delle foglie gialle è venuto
non passa mai
mai passa
siamo noi che lo attraversiamo
attraversiamo il tempo che sta immobile
avvolto dalle stagioni che rincorrono passaggi
nebbie avvinghiate alle vite
di vino nuovo.
.
domenica 15 novembre 2009
DOMENICA DI NOVEMBRE
Quasi si consuma,
ecco la parola giusta
consuma:
si consuma il colore delle foglie
piano si stempera alla luce novembrina
non vuole andare via
ma lascia tracce sulla mattina.
Domenica da agnolotto
da sugo fatto in case tutte riscaldate
senza fretta masticare
trangugiare tempo a venire.
Con
quel colore che va via
quella nostalgia tolta come polvere
che semplicemente
ritorna.
.
giovedì 12 novembre 2009
SOLO UN INIZIO DI POESIA
Esco dal circolo dei lettori di via Bogino
a Torino:
un amico poeta, Franco Dionigi, ha presentato il suo bel libro
"IN CASO DI POESIA".
Prendo il tram n 15 a Piazza Castello
sul biglietto che dovrò obliterare ho scritto un verso
"addormentata è la ragazza Rom sulla panchina aspetta la luna nuova e sogna di essere ancora una bambina ".
Salgo dopo cinque minuti come mi ha annunciato la scritta luminosa alla fermata
preciso arriva il quindici
oblitero il biglietto ma rimane nella bocca della obliteratrice
e non ne vuole sapere di venir fuori
provo con le chiavi dell'auto
un signore mi aiuta con un altro ticket
niente da fare
poi appare
la scritta intermittente
"IN CASO DI POESIA
FUORI SERVIZIO".
Sarà per le parole che ho scritto.
Salgono quasi al capolinea i controllori GTT
e mi chiedono il biglietto
gli spiego quello che è sucesso
perplessi mi dicono "Questa non l'avevamo più sentita da un po’…"
Dico "Beh, aprite l'obliteratrice e vedete che il mio biglietto è li dentro, no!"
"Senta non faccia il furbo e trovi un'altra scusa. Ha anche i capelli bianchi…"
"Senta lei apra la macchinetta e vedrà che il mio biglietto è li dentro, ha capito o no? Neanche io ho tempo da perdere!"
Tirano fuori il passpartout e finalmente il biglietto obliterato esce dal ventre della obliteratrice.
Il più vecchio dei due controllori mi chiede a che fermata sono salito e a che ora
rispondo prontamente come fossi un concorrente dei quiz di Mike Buongiorno che assapora la vittoria di un bel gruzzolo.
Il controllore controlla le risposte sul biglietto che ha in mano
poi dice
"Lei ha manomesso un documento di viaggio con una frase scritta su...non è più un ragazzino ...
Non lo faccia mai più e meno male che l'ora e la fermata sono state stampate e si vedono ma comunque lei non può pasticciare i biglietti e scriverci sopra, ha capito signore!"
"Si ho capito!"
"Ma era solo una poesia..."
Scendo dal tram che è notte
l'autista dice ai due controllori GTT
"Che di gente... cosi.."
Io sussurro alle stelle che intravedo andando verso il parcheggio a Sassi dove ho lasciato "la grigia" la mia auto
"Era solo…
solamente una poesia
un inizio di Poesia."
.
mercoledì 11 novembre 2009
BETULLE A SAN MARTINO
Netta la linea di confine tra il grigio e l'azzurro delle Alpi
là dove tutto è cristallino.
Estate di San Martino,
dolce ultimo tepore
dai colori di foglie e rami che cambiano ad ogni manciata di minuti.
Oggi un cielo limpido senza nuvole
pulito anche il rumore
l'odore di una giornata così solare
parlare sottovoce
al bosco di betulle
che allegramente malinconicamente aspettano la neve.
.
martedì 10 novembre 2009
SENZA RUMORE
Una pennellata
data da un pennello smarrito
per la notte senza luna:
è il cielo di questa mattina
alba cittadina.
Le gocce di pioggia rimaste attaccate agli aghi di pini,
incerti raggi mattutini
le faranno cadere
ad una ad una.
Un aereo vola sopra
lo vedo allontanarsi senza sentirlo.
.
domenica 8 novembre 2009
UNA PIOGGIA GELATA (1)
Esco dalla casa di amici dopo una buona cena
una pioggia gelata mi bagna.
La notte è sparsa dai lampioni,
su asfalto lucido
scendendo la pioggia rende tutto il paesaggio uniforme
liquido è il ritornare
la macchina scura si confonde con altre auto parcheggiate nel silenzio della luna che non si vede.
Lontano dal posto ove ho cenato
mondi sconosciuti di riflessi arancio
formano forme distinte.
Metto in moto
l'auto grigia scura
tutto scorre.
Una pioggia gelata mi accoglie anche quando scendo
guardo l'ora l'una e tre minuti
faccio la strada senza ombrello verso casa senza riparo
senza fretta mi lascio bagnare
non mi va di rompere l'equlibrio della pioggia schiudendo l'ombrello di colore granata,
fosse stato nero o grigio
l'ombrello,
l'avrei preso dal baule della macchina scura e aperto
l'avrei APERTO
per non bagnarmi.
Ma senza interrompere il flusso del colore
delle gocce gelate.
.
UNA PIOGGIA GELATA (2)
Sono uscito con scarpe giuste
nere e di cuoio con i lacci e suola di para
quello che ci vuole
per questa mattina di pioggia
domenicale.
Vado a comprare il giornale
la pioggia è gelata come questa notte
ma la luce....ci inganna
mattina di luce soffusa quasi un ABAT-JOUR rimasto acceso
ci ha sorpreso nel dormiveglia.
Ore nove e quaranta;
ora posso dischiudere il mio ombrello granata,
aprirlo sotto l'abat-jour
per ricomporre equilibri notturni.
.
UNA PIOGGIA GELATA (3)
Ho comprato non il solito giornale perchè era esaurito
(uno scandalo politico a sfondo sessuale
lo aveva fatto sparire nelle tasche dei lettori della domenica)
così ne comprai un altro che non avevo mai letto
e forse non sapevo ch’esistesse.
Fuori dalla tenda del chiosco di giornali
ridischiudo il mio ombrello granata,
con un clak si apre in un secondo.
Che meraviglia il clak
cinque euro l'avevo pagato dal venditore magrebino fuori dall’ipermercato una ventina di giorni fà
era un mercoledì e non pioveva
il problema era che l'ombrello si apriva anche quando non doveva
in meno di un secondo con il solito clak.
Ricordo a bordo dell'auto di una collega che ad un certo punto in una curva si aprì oscurando la visuale del lunotto posteriore tanto che ci dovemmo fermare, era una bella giornata di sole tiepido.
E’ un ombrello con una certa personalità pensai
riponendolo nel portaombrelli.
Quando aprii il giornale lessi nella cronaca locale che erano aperte le iscrizioni per il corso da ombrellaio:
lessi per due volte,
il corso per imparare ad aggiustare ombrelli
si aprivano le iscrizioni fra tre giorni era esclusivamente per disoccupati.
Guardai fuori stava smettendo di piovere
ripensai al corso…
per disoccupati che..diventeranno ombrellai…
mah…
.
venerdì 6 novembre 2009
Appunti dal Giappone di Stefano Faravelli
martedì 3 novembre 2009
PER ALDA MERINI
Sono uscito che c'era la nebbia dopo le otto
nebbia
ma poi ho visto il bosco
districarsi
togliersi la nebbia
lavarsi con il sole
che splendida giornata
tutto è limpido
dalle cortecce stava appesa lacerata silenziosa la nebbia
fumava di raggio solare
come una voce lontana e piena
limpida voce nel sole
voce cercata
voce trovata
riconosciuta
dalle cortecce di betulle
là nel bosco
la nebbia ha lasciato particelle
eri tu poeta alta e bella ,
sorridevi
al sole
ti sei vestita di betulla e felci
profumi di foglie
eri tu:
Alda Merini
eri tu tra il bosco e il sole
sorridevi
nello specchio delle tue
delle mie parole..
lunedì 2 novembre 2009
Lettera di Angela Donna
Ripensando a te e a quanto hai fatto - come pure all'impegno di Aldino Leoni, di Alberto Mori o del tuo alterego genovese Gianriccardo Scheri che ho conosciuto a Settimo - a qualche esternazione tua nei momenti di flessione dell'entusiasmo per stanchezza per un pubblico un poco troppo - a tuo dire - scarso (se paragonato alla folla!) ho ripescato un libretto brioso e visionario di Ennio Cavalli 2003: Il poeta è un camionista. Da cui rubo a piene mani - pp. 62-63. Se qualcun altro ha già detto quello che vorresti dire tu e - soprattutto l'ha detto bene - perché non appropriarsene con gratitudine?
Può la poesia diventare un mass-medium, oltre che essere medianica e mediare tra tante attitudini? Può diventare un mezzo di comunicazione o è solo un mezzo di trasporto ben mimetizzato? Il percorso da fare è contromano e senza ripari. La poesia può diventare comunicazione di massa (come all'epoca degli antichi cantori, come succede anche oggi per certi cantautori) solo se la massa riscopre dentro di sé il bisogno di questo tipo di comunicazione e pian piano si fa avanti. Se la Montagna non va a Maometto, è troppo facile dire: Maometto andrà alla Montagna. Così si uccidono Montagne come Maometto.E' la montagna, la massa, il lettore a dover andare a Maometto, incontro alla poesia, riconoscendola come strumento di conoscenza, apertura sapienziale, quarta dimensione , ossigeno del tempo e dello spirito "rosa fresca aulentissima". Certo i poeti non devono scappare e rintanarsi in luoghi così angusti o soavi da sembrare irraggiungibili. Altrimenti la poesia resterà sfuggente come l' alchimia, e il battito cardiaco, puro titolo, "Storia di acque, di boschi, di popoli" senza un Neruda dietro. Tanta gente non sa quello che perde e quanti buoni sconto lascia sul banco. Anche per via di simili distrazioni ci saranno "poeti popolari come una chitarra"(sonora definizione di Neruda per Garcia Lorca) solo se esposti nelle vetrine delle tre P, Prodotti Predefiniti Premarcati. Niente a che fare con l'ineffabile Sputo Illuminato…se è vero che ormai, in letteratura, Autorità di Controllo Centrali sono Presidii Editoriali e Tivù, Vicereami del marketing.Ma le Autorità di Controllo Centrali hanno dimenticato che la poesia è come un antico sacrificio. Una parte va in fumo, destinata a misteri, domande e vari magnetismi. Per fortuna Dio è Verbo, risponde (se vuole) ad almeno 99 nomi e traffica in Illuminazioni…"
Credo di non dover aggiungere altro, se non la dedica a tutti voi vagabondi migranti che ho già nominato in apertura perché avete la patente C e guidate davvero bene portando il vostro e l'altrui camion per le strade su e giù per le montagne (e le colline) - e se serve usate anche il treno.
Angela Donna
COLORI DOMENICALI
Sopra:
una lastra di grigio
come carta assorbente viene la mattina
esce il grigio colore senza colore
ad una prima ricognizione visiva...
segnale orario radiofonico:
ORE SETTE
segnale del colore
a seconda degli angoli di osservazione
e degli occhi
che guardano!
.
CHIUDENDO LA PORTA
La notte è:
luce riflessa e foglia,
scendo dalla macchina un gatto corre via
si arrampica nello spiffero estivo,
lasciata aperta la porta
di un agosto lontano,
riposto in barattoli di vetro
come la conserva fatta nei cortili
di vecchie case popolari
popolate dai gatti
e da anziani.
La nebbia stava per salire
sulle scale della Luna,
ma poi ha visto le foglie d'oro dei tigli sul viale della fabbrica dismessa,
si è fermata per ammirare il colore,
ha parlato con i riflessi autunnali
chiudendo la porta.
.
sabato 31 ottobre 2009
"Binario Zero" - fotoracconto
martedì 27 ottobre 2009
LIBERE POESIE E LIBERI POETI SUI VAGONI
L'operaia della Fiat che ha 27 anni di Mirafiori:
"per leggere sono sempre stanca ma vi ascolto volentieri..
mi chiamo Maria
e sono alla catena sulla "mito"…”.
E la signora nigeriana non ha capito,
non è un lavoro che le offriamo ma semplicemente poesia,
le nostre,
sorride e prende il libretto dalle mani di Gianriccardo.
La famiglia peruviana sorpresa e stupita ci guarda e ascolta,
vanno ad una festa di battesimo,
sono tutti molto eleganti.
Il bigliettaio stanco ci chiede che facciamo
siamo poeti con regolare documento di viaggio e permessi
siete poeti?
si poeti in vagone…
Mai sentito,
scuote la testa ma poi
incuriosito ascolta e sorride.
Gli studenti del ultimo vagone ci dicono finalmente qualcosa d'intelligente,
l'ultimo verso
poi si scende.
Ci aspetta una sala d'attesa
con dentro chi non si sa
ma una cosa l'abbiamo capita
oggi abbiamo incontrato il mondo
con le nostre poesie
fuori dagli appuntamenti polverosi e noiosi
dalle sale conferenze
dai salotti piagnoni
dalle parole sublimi
dai non ho capito ma ....
dalla rincorsa feroce che prendono scrittori vinti dalla pioggia
dai poeti salvati dal destino
dalle telefonate di conferma
dalle mail mai giunte
e risposte disgiunte
dai finanziamenti bloccati all'uiltimo momento
da questa non si può leggere lei capisce...
dei direttori più o meno artistici o affaristici
dalle apparenze appannate
dalle parvenze soffocate
dall'apparire e guaire
dai poeti tristi
dai poeti senza polmoni
e da quelli troppo chiacchieroni
forse come me
adesso scendiamo
al bar solo per un caffè
w binario zero
w le nuvolepoesia
w meteodiario.
.
ALLA STAZIONE SUL BINARIO ZERO
Le parole nei vagoni per assonnati viaggiatori
e le nuvole inseguono frasi, poesie e respiri di baciate virgole,
punti ,
e a capo.
Si scende a Chivasso, tiro il fiato:
poi Gianriccardo suona la trombetta ma non vendiamo niente,
regaliamo le nostre nuvole,
che si mischiano alla folla che prende il treno
o spera di farlo.
"No signora, non siamo ferrovieri che scioperano"
"Ah mi scusi, non avevo ben capito.."
"Siamo solo poeti che poetano!"
Alla stazione una classe del liceo ci aspetta con occhi curiosi.
Un taxista mi chiede perchè lo facciamo:
si scrive per poi anche leggere, se no manca qualcosa
e gli spiego la teoria dello gnocco,
che quando è cotto al punto giusto viene a galla.
Così è per la memoria, si scrive e riaffiorano ricordi lontani
che vengono a galla.
Dobbiamo andare a Volpiano, qualcuno forse ci aspetta
e allora via sul treno.
Un ragazzo magrebino sorride e ci dice grazie per l'idea,
cosi è meglio l'attesa.
Una fidanzata con il cellulare ci fa arrivare in Sicilia,
mandiamo le nostre parole fino a Catania
Alle cinque della sera a Settimo,
uscita del sottopasso del binario 3 e 4,
letture poetiche:
la gente si ferma
ascolta e poi sorridendo fila a casa verso la sera.
.
lunedì 26 ottobre 2009
"Binario Zero"
lunedì 19 ottobre 2009
Binario Zero - poesie in vagone di Enrico M. Lazzarin e Gianriccardo Scheri

Festival Internazionale di Letteratura
Città di Chivasso e Settimo Torinese
“Binario Zero”
poesie in vagone di Enrico M. Lazzarin
sui treni e nelle stazioni
tra Settimo Torinese, Chivasso e Volpiano
venerdi 23 e sabato 24 ottobre 2009
dalle ore 10.00 alle 17.30
2 letture in stazione a Settimo:
2 letture in stazione a Volpiano:
2 letture in stazione a Chivasso:
- varie letture durante i viaggi in treno fra le 3 stazioni
Alberto Mori a Poesia Vagabonda

Domenica 18 ottobre ore 18,30
Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese
"PROCEDURE"
Viaggio nei luoghi della poesia di Alberto Mori
attraverso reading e videoproiezioni.
Presentazione a cura di Andrea Rompianesi
Versi plastici, distesi in vibranti chiaroscuri, volti alla rivalutazione, riappropriazione e restituzione della forma concreta alla verbalità
data nella ricerca dell’aderente parola/corpo.
Attraverso l’oggetto urbano, che non è solo l’oggetto consumistico,
ma l’oggetto in quanto struttura d’ingranaggi locomotori
dell’agire umano, e le modalità linguistiche decostruite,
per così dire underground, l’artista anela ad approfondire
e spazializzare le relazioni tra la parola/conoscenza,
la parola/etica, la parola/vita.
Sicché la trasfigurazione estetica si esplica nell’attenzione
del poeta verso il mondo per “consumarlo”, fruirlo, percorrerlo
in “spostamenti” “movimenti”, pause, silenzi.
Per questa via muoversi tra i versi è come attraversare
la strada, più che essere on the road, di notte, di giorno,
d’estate, d’inverno, cogliere la subitanea vista dal treno
o dall’immobile panchina di un parco in un approccio live.
I suoi versi non piangono, non biasimano, non irridono,
non esaltano… constatano con umana accoglienza
la singolare aura del tempo.
Osservarli, oltre che leggerli, significa superare
il rapporto frontale, consequenziale, in una deambulazione
tra azioni, cadenze, percezioni, soste.
(Maria Grazia Martina)
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"Le Trame Odorose dei ricordi" a Poesia Vagabonda
"Le Trame Odorose dei ricordi"
Sergio Notario, Enrico M. Lazzarin
domenica 18 ottobre 2009
PARLANDO CON UNA NUVOLA
Sfiorato la nuvola
toccato la nuvola
senza sentirla ne’ vederla
senza sapere che lingua parlasse
gli ho chiesto come stava
che si prova ad essere nuvola
sempre in giro
tramutarsi in pioggia
diventare onda
oceano,
mare.
Essere neve
grandine
temporale.
La nuvola disegnando altre nuvole
mi ha detto:
questa è la mia vita e non so perchè
non so nemmeno cosa sarò tra pochi minuti
ma essere una nuvola mi fa felice....
In un fruscio la nuvola si è allontanata
ed io l’ho guardata sparire
verso le Alpi.
Poi ho pensato alla felicità.
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“Dormono tutti sulla Collina” a Poesia Vagabonda
Sabato 17 ottobre ore 21
Teatro Garybaldi di Settimo Torinese
Trento Spettacoli ha presentato
“Dormono tutti sulla Collina”
monologo ispirato alla vita di Fernanda Pivano
con Maura Pettorruso
Musica dal vivo da “Non al denaro, non all’amore né al cielo”
eseguita da Gabriele Muscolino e Daniele Filosi
Luci a cura di Gianluca Bosio
MENTRE LA NOTTE
Ritrovarsi.
Tra gli occhi che brillano,
nelle parole dentro la sera
fredda d'ottobre.
Occhi bambini
in una festa che sa di vendemmia
e di sapori dimenticati.
E noi li fuori a contarci ,
è bello essere così tanti,
a provare di fare i poeti
mentre la notte ci corre accanto.
.
"Le parole dentro il vino" a Poesia Vagabonda
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Quinto appuntamento di Poesia Vagabonda 2009
L'Erbaluce versato dal produttore
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La cantante Eleonora Simeone
Si degusta...
La poetessa Adriana Mondo
Mariella Fabris attrice dell'ex Teatro Settimo
Il sindaco di Volpiano, Goia
Il pubblico della serata
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sabato 17 ottobre 2009
STANOTTE HO CAPITO COME FUNZIONANO LE CANZONI
Lei era lì nella sala dello spettacolo:io non me l'aspettavo, era da tanto che non sapevo nulla. Le avevo scritto una poesia in spagnolo intitolata "quisiera mirarte" e adesso la miravo (io non scrivo le cose per finta) e ci siamo scambiati alcune parole, un certo numero di parole e anche un abbraccio e un bacio sulla guancia:lei aveva una blusa di colore variegato, i capelli raccolti in un codino di sbieco e poi ho notato che al polso sinistro aveva un certo numero di laccetti colorati legati insieme con un solo nodo, non posso giurare che fossero quattro però mi sono sembrati più di tre e cinque laccetti sarebbe esagerato, quindi è possibile che fossero quattro e dello stesso colore dei miei:infatti io ho quattro laccetti legati al polso destro con un solo nodo: notando questa diciamo coincidenza non ho pensato alle canzoni - non ancora - però mi è venuto in mente un libro o film o musical o qualcosa così: adesso non ricordo e non ho voglia di cercare con Google, mi sono rotto di cercare con Google, comunque s'intitola "Lassù qualcuno mi ama" e a me è venuta in mente precisamente la variante "lassù qualcuno mi prende per il culo". Durante tutto lo spettacolo, ascoltando poesie e canzoni l'ho guardata:la guardavo e ascoltavo le canzoni e ascoltavo qualcosa dentro me con del pianto negli occhi che guardavano e il sangue che mi mulinava strano, per fortuna nessuno se n'è accorto, almeno credo che nessuno si sia accorto,e ho capito come funzionano le canzoni. Se voi l'avevate già capito da tempo non è obbligatorio che mi facciate quei sorrisini del cazzo, ognuno capisce quando capisce,io stanotte ho capito come funzionano le canzoni. Sì, le canzoni, le canzonette ma anche certe canzoni più quotate, dicono cose da fare spavento: "ora vedraiun uomo piangere" oppure "se te ne vai mi resterà il silenzio per l'eternità" o addirittura "muoio senza te"e io ero sempre rimasto perplesso, perplesso perché il cantante dopo cantato mica piangeva, salutava il pubblico gridando "grazie, vi amo, vi amo, grazie, vi amo", rilassato e contento, poi non restava mica in silenzio per l'eternità,no, si faceva intervistare dalla radio e andava a cena e chiacchierava assai e poi mica moriva senza lei,no, non moriva, perché la sera dopo aveva una replica, e un'altra, una tournée ed era vivo, vivo senza lei. Io ero sempre rimasto perplesso ma adesso guardando lei e ascoltando la distanza fra lei e me,la distanza fra noi e le canzoni,ho capito come funzionano le canzoni.Le canzoni possono funzionare soltanto se sono per finta, se sono per scherzo, se dicono così tanto per dire: è così che funzionano le canzoni,forse anche le poesie, certe poesie ma non le mie. Io se scrivessi che muoio per lei poi morirei: per questo non lo scrivo e sono vivo. Per fare le canzoni bisogna che sia finto. Perché quando è vero, quando una cosa vera quando una cosa inutilmente quando una cosa ridicolamente vera ti mulina il sangue, ti si schiaccia negli occhi, non si può dire, non si può scrivere, forsenon si può vivere, non si può nemmeno vivere, e se proprio scrivi scrivi solo cose lievi parlando quasi d'altro, perché "muoio per te" lo si può dire soltanto per finta, le volte che è vero nessuno l'ha mai detto. Ho capito come funzionano le canzoni e certe poesie, però non le mie: e questa notte io non scriverò versi per un amore inutile e ridicolo: farò una riverenza, due passi nella notte, e scriverò un breve addio per finta.
(poesia di C. Molinaro, 5 ottobre 2009)
.
martedì 13 ottobre 2009
COME LO SCOIATTOLO
Dalla piega della collina
viene la luce di questo martedi
luce pulita
luce di vento.
Intanto lo scoiattolo nel bosco di castagni
prepara gli scalini per raggiungere la sua tana nel tronco,
per quando il gelo resterà attaccato al legno,
tutto il giorno.
Scala per arrivare a casa,
fatta di pigne e pezzi di legno:
cosi non rischierà di scivolare sul tronco.
Ogni giorno una scala per arrivare ai propri pensieri
quelli più alti
ogni giorno una scala per raggiungere le proprie idee senza mai rinunciarci
come lo scoiattolo cercare pigne e libri,
scrivere poesie
per costruire gli scalini
per quando arriverà l'inverno.
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LENTAMENTE
Il vento ha sparso colori
di foglie cadute
di plastiche maledette
di polvere e muri
di vernici sui portoni
parole scritte:
scolorite rabbie di sogni feroci e perduti,
in angoli ove i ragni hanno correnti conti
poi il sole delle 18,30
piano ha sciolto la linea azzurra e grigia delle Alpi
il vento ha sparso altro colore,
e si è girato
lentamente
lentamente
verso la città
che torna a casa
fino a non respirare più.
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domenica 11 ottobre 2009
RITORNO NOTTURNO
Sfioro, respiro quest'aria
aria metropolitana
periferia urbana
quasi confine nel confine.
Mi piace tornare a notte fonda
i gatti sono in piena caccia
fanno girare le loro code
si contano i passi come se stessero per regalare un mazzo di rose.
Le tre di notte
una grande nuvola non mi fa vedere più la luna
ritorno a casa,
sulle scale:
una lampadina si è fulminata
dovrò cambiarla…
Forse con la luna.
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Aperitivo Vagabondo
Sabato 10 Ottobre
L'Associazione Podio di Grasse - Francia
Paola Bonetti e la poetessa cubana Veila
Sandro Novellini e Anna Maria Gallo
PARLANDO DELLA PIOGGIA
La collina
avvolta dalla foschia nebbiosa:
cane addormentato senza luna,
respiri di finestre poco aperte,
in questa mattina di sabato d'inizio ottobre
le foglie tramutano gesti in colori
colori sfumati nei passi
e tutto si mette in moto
carrelli per la spesa
preparano parole a memoria
ripetute e ripercorse strade che non si riconoscono più
crinali, campi, mietritrebbia, giornali
nuvole popolari
senza graduatoria.
Smarrite anime in fila alla posta
si scambiano cortesie abituali
ritirando raccomandate e pacchi postali
parlando sottovoce della pioggia che verrà.
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venerdì 9 ottobre 2009
VERSO LE 12
Autunno pieno
giornata per metà uggiosa
poi un sole scolorito è uscito
da una lavatrice
in cui hai messo tutto il bucato bianco ma ti sei scordato
una maglietta rossa
che ha macchiato con un pò di giallino-rosa
il "verso mezzogiorno"
mentre il pomeriggio,
centrifugato,
si è ristretto!
.
LE FOGLIE CHE CADONO DI NOTTE
Le foglie che cadono di notte
incontrano i sogni che non dormono mai
tenuti legati con lo spago di memorie
chiuse in valigie di cartone su treni ritardatari
in pianure popolate da pendolari senza orari
le foglie che cadono di notte
aspettano l'aprirsi di palpebre bambine
e il mattino d'ottobre
per scrivere poesie
le foglie che cadono di notte
non fanno rumore
non hanno colore:
le puoi chiudere fra le pagine del libro
che hai immaginato di scrivere
e che forse non leggerai mai
le foglie che cadono di notte
hanno sorrisi
e nuvole serene le sollevano da terra
per donarle al vento
Le foglie che cadono di notte
mi parlano di te
cercano il vento che arriva fino al mare
per farsi cullare.
.
lunedì 5 ottobre 2009
LE PAROLE PENNELLO NELLA NOTTE SOGLIA
Le parole sciolte dentro l'immagine:
e colori trasfigurati
e pensieri tracciati.
Di notte passare
dagli occhi di ieri
alle parole pennello,
un autunno facile da capire
in solitudini affollate
le foglie sciolgono colori
sulla strada
della notte soglia.
Che scrive parole leggere
e sa leggere ad occhi chiusi.
.
Terzo appuntamento con POESIA VAGABONDA
presso l'Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese
.
sabato 3 ottobre 2009
PASSO IL PO...PER DANILO RUZZA
Passo il Po sul ponte da Castiglione a Settimo e…
penso a Danilo Ruzza
raccoglitore di immagini
che sapeva abilmente mettere una vicino all'altra
per farne una storia, la sua, la nostra
Trasformazioni urbane e sociali
trasformazioni epocali.
Lui da sempre,
a fotografare e registrare cambiamenti
di questa Settimo Città.
Di questa pianura,
conosceva i respiri e i sudori.
Delle sue raccolte fotografiche e di cartoline
diceva:
un pò in italiano
un pò in dialetto Polesano:
"E’ per le radici, bisogna avere radici
il passato va fermato io uso gli scatti fotografici
se no caro non se capise il presente "
Caro Polesano che eri Settimese che la terra ti sia lieve.
Adesso Danilo,
da lassù potrai avere una migliore prospettiva
per le tue foto
che sono certo continuerai a fare.
.
venerdì 2 ottobre 2009
SENZA LE NUVOLE
Nella parata militare sflilano
allineati giovani soldati
ore e giorni a provare
tutto in ordine
non una parola in più nei discorsi delle gerarchie del Partito.
Oggi la Cina Popolare festeggia i sessantanni dalla rivoluzione Maoista.
Il Leader tolta la cravatta, indossata la divisa un po’ malinconica del militante rivoluzionario
molto è cambiato nella Cina e nel mondo
in un cielo limpidissimo passano i nuovi missili made in Cina.
Ioduro d'argento per far sparire le nuvole:
la rivoluzione non ammette ombre !
.
martedì 29 settembre 2009
LA LIEVE ORA-LUCE
Luce del tramonto:
un altro inizio
è sfumato
e penso al colore
di questo lunedi
con il caldo tramonto finito dentro al caco
profumato ma ancora acerbo
quasi maturo.
Ora lieve vicina e distante
dal fragore del traffico sul corso
verso
cucine accoglienti.
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lunedì 28 settembre 2009
ORARI FERROVIARI
Basta un colore diverso
e il treno non passa.
Stazione di periferia
definita seconda cintura della grande città
Nel cielo nemmeno una nuvola
fa ancora caldo in questo inizio d'autunno piemontese
Il poeta genovese registra l'aria che c'è
ma non è sorpreso,
chi abita i porti non si stupisce di nulla
L'amico meccanico con la sua scassata ma efficiente
Uno ci salva e ci porta via
dall'aria di zanzare
ove termina il Canavese
da un probabile naufragio.
Il treno a Settimo non ritarda nemmeno di mezzo minuto
appena in tempo per tornare al mare alle nuvole di Genova.
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MeteoDiario 5 alla Biblioteca di Settimo Torinese
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
hanno presentano i loro blogs
in occasione della
quinta edizione della Festa dei lettori
organizzata a livello nazionale dall’Associazione Presìdi del Libro
e coordinata a livello regionale dall’Associazione Gruppo Abele -
Libreria La Torre di Abele, e sostenuta dalla Regione Piemonte.
sabato 26 settembre 2009 - ore 10.30
Biblioteca Civica Multimediale Cesare Gasti
Piazza degli Alpini
Settimo Torinese
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ASCOLTO IL POETA (MOHAMMED LAMSUNI)
Chi ascolta il poeta?
Il marciapiede senza dita
il ragazzo che guarda le sue labbra diventare canini
che lacerano le ore e notti insonni
notte da neon d'ospedale
chi ascolta il poeta?
la signora con tre negozi di ceramiche in centro città
chi ascolta il poeta?
lavatrici che centrifugano respiri profondi
di sogni leggeri
chi ascolta il poeta?
il povero sfrattato senza auto per dormire
chi ascolta il poeta?
i mazzi di rose che non ti ho mai mandato
chi ascolta il poeta?
lo sguardo malinconico di un entrata
in un qualsiasi ufficio
con un salario da 1000 euro e tre figli da mandare a scuola
chi ascolta il poeta?
questa città
addormentata anestetizzata città
chi ascolta il poeta
100 radio morte che mandano cattiva musica
e onde corte
e questa poesia lunga,
chi ascolta il poeta?
per una notte intera
disperato poeta
pazzo poeta
innamorato poeta
chi ascolta il poeta?
cortili vaccinati contro influenze di ogni tipo
chi ascolta il poeta?
venditori di terra
chi ascolta il poeta?
cantanti senza voce
automobili rottamate con solo 20000 poesie percorse
chi ascolta il poeta
i nati naufraghi
i nati destinati a fare quello che nessuno vorrebbe fare
i rifiuti
i rifiuti nemmeno differenziati
nemmeno riciclabili
rifiuti da rifiutare
chi ascolta il poeta?
le scritte sui muri
scolorite frasi d'amore
slogan di sogni caduti
nella scalata feroce
di montagne e campanili
e nuovi modelli di telefonini,
chi ascolta il poeta?
la badante ragazza Alina di 23 anni che ha lasciato tutto
per farsi comprare l'affetto
che non sappiamo più dare ai nostri anziani
Il mio angolo rincorso e nascosto
il mio pezzo di pane custodito
la mia sicurezza di posto fisso occidentale
la mia voglia di cercare nuvole e parole
le mie budella e i miei nervi
il mio cuore barbaro e bambino
questa sera ascoltano il POETA !
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martedì 22 settembre 2009
"I pesci si lavano tutti i giorni" a Poesia Vagabonda 2009
VENERDI 25 settembre ore 21
Sergio Notario e Mohammed Lamsuni
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COMPLEANNI
Ricordo la mia bisnonna
che per festeggiare i compleanni aveva l'abitudine di fare non la torta ma una della sue frittate
e che frittate!
Ci metteva di tutto:
dalle zucchine avanzate la sera precedente alla pastasciutta del pranzo, alle erbette che aveva raccolto nella sua passeggiata mattutina.
E mi diceva:
"Il mondo è come una frittata: insieme nell'uovo
ricchi e poveri belli e brutti professori e analfabeti,
tutti si finisce fritti".
Lo diceva in dialetto piemontese con gli occhi duri e la voce forte.
Erano meravigliosamente buone quelle frittate ne sento ancora l'odore e qualche volta le ho sognate insieme alla nonna che mi diceva
si finisce poi tutti,
tutti fritti!
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"Di Nobile Canzone" a Poesia Vagabonda 2009
Le nobili canzoni sono quelle per cui i Poeti regalano parole,
Serena Torti e Aldino Leoni
ALFABETI
Pieghe di ritorni,
la notte tornare
varcando soglie e respiri di memorie
alzando coperte di pensieri.
Affiorano nuvole
senza luna i margini diventano alfabeti sconosciuti
si mischiano i sogni iniziati e subito dimenticati.
Dimenticare la nuvola blu che somiglia a quella che mi indicasti
mentre tornavi e non parlavi.
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TRA LE NUVOLE GRIGIE
Dai contorni giallini delle foglie dei tigli
viene su la mattina e la prima nebbiolina
di quest'autunno,
leggero autunno dai profumi del vino forte.
Il verde è ancora ampio e splenderà ,
insieme alle foglie,
in un riflesso dell'estate passata:
negli occhiali da sole dentro il cassetto dell'auto nuova,
comprata per metà a rate,
in un bagliore tra le nuvole grigie,
scorgeremo,
il sole solitario di fine stagione.
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DA UN PALMO ALL'ALTRO
Nuvole grigie,
aperto un varco di luce
chiuse da cenni,
accenni di mani,
che si passano da un palmo all'altro
grigi e chiari scuri contorni di nubi.
Da un palmo all'altro.
Batter di ciglia
occhi scuri che riflettono paesaggi, assaggi,
passaggi.
Cielo di fine estate
quasi fine
quasi inizio d'autunno
nella schiena curva della fine giornata.
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giovedì 17 settembre 2009
OGNI ORA UN NOME, OGNI NUVOLA UN ORA.
Le tre del pomeriggio assomigliano a Tiziana
sempre nel mezzo
mai un colore unico o un si netto.
Lo sguardo delle quindici che vaga a trovare un quasi le quattro meno un quarto.
Alle sedici ci sono le uscite dei bambini da scuole e asili.
Alle tre non esce nessuno:
nemmeno dal dentista
neppure il notaio si fida delle tre,
troppo nel mezzo,
da non poter ricordare qualcosa di importante.
Alle tre non ci si sposa
alle tre non si entra in una fabbrica
non si va neppure al cinema
non è l'ora per un te,
non ci si rade alle tre:
ci può star bene
una telefonata alle nuvole lassù.
Le nuvole che passano le TRE!
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IL SUO RESTO SIGNORE
strada bagnata verso casa
riflessi di lampioni e gocce
l'estate sfuma via
come il volto della cameriera innamorata
che con gentilezza ha detto
"Finalmente piove,
potrò aspettare meglio ...!"
la notte e il resto
"Il resto signore..il suo resto per favore.."
il resto é pioggia sottile,
che sembra sera
che sembra notte
il resto sulla tavola
che è attesa
che è solo vita.
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martedì 15 settembre 2009
PIOGGIA
E' giunta la pioggia
scrosci e folate di vento
tutti al riparo:
coccinelle che si sono attardate
con fortune sfortunate.
Vespe motorizzate su api taxi si sono riparate dentro ad un portone.
Pensionati hanno disdetto visite oculistiche
scolari al primo giorno di scuola assenti per temporale,
mamme apprensive con due cellulari ,
nonni vigili con cerate arancioni hanno riconosciuto nuvoloni
finestre chiuse, ombrelli aperti,
bermuda e sandali rimasti negli armadi.
Baristi , avvocati, edicolanti scalzi, tabaccai tristi,
meccanici solitari, tranvieri separati, dentisti maleducati,
infermieri professionali,
bagnati hanno pensato :
"Il lunedi ci mancava solo la pioggia...".
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domenica 13 settembre 2009
PER LE NUVOLE
Dietro le nuvole questa notte la luna;
che cercava parole ,
parole senza rumore.
Dai cortili dove non giocano più i bambini
sottofondo di programmi della televisione.
Rumore rotolato su cene periferiche
e poi i numeri vincenti
milioni che non arriveranno mai su quelle tavole.
Sentire spostarsi le nuvole
che non fanno rumore
ma lievi fruscii che sono musica.
La notte sta per terminare
si apre una soglia si pensa a che tempo verrà,
Si cercano parole per le nuvole che passeranno,
senza fare:
ruido,
noise,
dampfen,
bruit,
rumore.
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sabato 12 settembre 2009
IL 12 SETTEMBRE
Frastagliata alba,
viene riverbero di luce mattutina:
nel risveglio degli aghi di pino infilati sotto
le unghie della notte.
La luna è sottile.
Ricordo mai ricordato,
gioco mai giocato.
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mercoledì 9 settembre 2009
LE DIECI CONFUSE
Una notte tranquilla solo la mezza finestra semiaperta
mentre l'inizio dell'autunno entra
senza far rumore
salutandomi con un lieve cenno
dei contorni nelle foglie di tigli e olmi
qualcuna fatta cadere da un vento che si era perso.
Nel suo girare in tondo, per ritrovare la strada smarrita
la via del mare ,
e l'ora 10 confusa dal vento,
riflessa nello specchio del cielo
non sapeva più che ora fosse…
Poi ha osservato le nuvole consuete passare
e si è riconosciuta
quando oramai era mezzogiorno.
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domenica 6 settembre 2009
ALBA DOMENICALE
L'aria di questa notte
ci ha fatto coprire con nubi leggere
filamenti di cumulus mediocris
che assomigliano a due tazze fumanti.
E' ora di fare colazione
mentre un bel sole viene sù
colazione in pigiama a righe di seta blù
quello che mi hai regalato tu!
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LA LUNA E' TRAMONTATA
Ho visto la luna piena questa notte
disco luminoso e fermo
contorni di foglie verso l'autunno
Appena il rosa-celestino si è schiarito sul muro giallino della casa del contadino
le 6,30 del sabato
la luna è tramontata:
nel rosa
nel pieno del rosa
contorno di petalo nella mano del vento!
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TELEFONANDO, COME LE NUVOLE CHE PASSANO…
La scia del sogno di questa notte
quasi una bava di lumaca contenta
non mi ha lasciato se non dopo il mezzogiorno
quando ho notato la nuvola tonda che sembrava una scarpa con i tacchetti,
quelli da calciatore.
Tutto torna,
tutto sfuma,
i resti della nuvola recapitati in una città lontana
che non conosco.
Sono tornato a casa pieno di sudore e caldo
il telefono ha squillato
sei tu che mi dici
allegra:
"Sono tornata ieri dalla Mongolia"
e che laggiù ci vivresti..
e le nuvole,
le nuvole,
che ci sono nelle pianure mongole.
Poi mi chiedi
"Come va?"
ed io dico
"Come le nuvole che passano per le steppe ".
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